Lucio Fontana

Concetto spaziale

1949, tela naturale

Lucio Fontana, tra i protagonisti più influenti dell’arte del secondo Novecento, ridefinisce il linguaggio artistico attraverso una radicale messa in discussione della superficie pittorica. Con i Manifesti Spaziali (1947 e 1948) elabora una visione che supera il quadro tradizionale, aprendo l’opera alla dimensione dello spazio e del tempo.L’opera, realizzata nel 1949, appartiene ai primi esemplari dei celebri Buchi, in cui la tela viene perforata per generare una nuova relazione tra materia e spazio. La distribuzione dei fori, concentrata al centro e più rarefatta verso i margini, costruisce un ritmo visivo che suggerisce profondità e movimento, trasformando la superficie in una soglia aperta.Il gesto dell’artista non ha carattere distruttivo, ma fondativo: la tela viene attraversata per accedere a una dimensione ulteriore, in cui luce, vuoto e spazio diventano elementi costitutivi dell’opera.In questa prospettiva, il lavoro anticipa sviluppi fondamentali dell’arte contemporanea, segnando un passaggio decisivo verso pratiche installative e concettuali.

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Da Fontana a Crippa a Tancredi. LA formidabile avventura del movimento spazialista

Fondazione Accorsi Ometto, Torino

17 Ott 2025 - 15 Feb 2026

Con la mostra Da Fontana a Crippa a Tancredi, la formidabile avventura del movimento spazialista, a cura di Nicoletta Colombo, Serena Redaelli, Giuliana Godio e con la consulenza scientifica di Luca Massimo Barbero, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto prosegue la sua ricerca sull’arte italiana del Novecento e intende indagare il ruolo dello Spazialismo nel rinnovamento artistico dell’immediato secondo dopoguerra.
La trasformazione dell’arte italiana iniziata nella seconda metà degli anni quaranta è inimmaginabile senza l’approccio concettuale al problema dello spazio, individuato, in pittura, da segni-base, linee, buchi e tagli nelle tele. Questo cambiamento trova in prima linea i protagonisti del Movimento spazialista, affascinati da una nuova visione del cosmo. Lo Spazialismo, o “concetto spaziale dell’arte”, coinvolge intellettuali, letterati, scrittori, poeti che riconoscono in Lucio Fontana un leader provocatore e rivoluzionario.

La mostra passa in rassegna ventiquattro maestri, presenti con oltre cinquanta opere, provenienti da collezioni museali, istituzionali e private.

Il percorso espositivo prende avvio da una sala interamente dedicata a Fontana, per proseguire con un nucleo consistente di opere di Roberto Crippa; la rassegna continua poi con i protagonisti dello Spazialismo di area milanese e veneta, nonché con artisti internazionali transitati nel Movimento spaziale.

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Pensiero video. Disegno e arti elettroniche

Complesso di San Micheletto, Lucca

21 Ott 2023 - 07 Gen 2024

Quanto è ferma l’immagine sulla carta? E quanto è davvero mobile quella mediata dai dispositivi elettronici? “Pensiero video. Disegno e arti elettroniche”, a cura di Andreina Di Brino, è il catalogo di una mostra che, partendo dalle riflessioni di Carlo Ludovico Ragghianti sull’importanza del disegno come medium sostanziale del processo creativo, offre un affresco storico sul potere dinamizzante del segno, fra documentazioni, videoinstallazioni, videoambienti e proiezioni video di artisti nazionali e internazionali dalla fine degli anni Quaranta del Novecento al digitale odierno.

Dagli schizzi alle articolazioni dei dettagli, dai disegni con valenza autonoma agli studi con annotazioni personali, dai modelli ai progetti, su carta o su supporti avanti la stessa funzione, emerge come la pratica del disegno sia custode di una molteplicità di fattori che si mescolano, s’incontrano, si scontrano, intercettando tendenze e risvolti socio-culturali, anticipando scenari.

Il catalogo, sulla scorta della mostra di cui è espressione, contiene i testi di Andreina Di Brino e presenta le immagini di opere di Lucio Fontana, Hans Namuth e Paul Falkenberg, Mario Schifano, Nam June Paik, Wolf Vostell, Gianni Toti, Fabrizio Plessi, Studio Azzurro, Bill Viola, William Kentridge, Grazia Toderi, Giacomo Verde, Michele Sambin, Nalini Malani e Quayola.

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Lucio Fontana. Autoritratto

Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (PR)

12 Mar 2022 - 03 Lug 2022

La mostra Lucio Fontana. Autoritratto si origina dal rapporto tra l’artista, maestro assoluto dello Spazialismo e dell’arte del XX secolo, e la storica dell’arte Carla Lonzi, allieva del grande Roberto Longhi.

L’esposizione dunque segue, narrativamente, la conversazione tra Fontana e Lonzi, permettendo la realizzazione di un percorso antologico, ma non dogmatico, con lavori che toccano i momenti salienti e peculiari della ricerca fontaniana, un itinerario nel pensiero e nella pratica di un artista che riteneva che l’arte dovesse essere vissuta attraverso una nuova dimensione, all’interno della quale entravano anche nuove tecnologie e materiali. Vengono esposte opere di vari periodi, dalle sculture degli anni Trenta ai “Concetti spaziali” (“Buchi” e “Tagli”) dagli anni Quaranta ai Sessanta, oltre ai “Teatrini” e alle “Nature” bronzee; spettacolari sono l’enorme New York 10 del 1962, pannelli di rame con lacerazioni e graffiti, in dialogo con la luce a evocare la sfavillante modernità della metropoli, e la potentissima La fine di Dio, 1963, grande opera realizzata a olio, squarci, buchi, graffiti e lustrini su tela, emblematica della concezione spazialista e insieme religiosa dell’artista.

Il percorso si chiude con opere di Enrico Baj, Alberto Burri, Enrico Castellani, Luciano Fabro, Piero Manzoni, Giulio Paolini, Paolo Scheggi, provenienti dalla collezione personale di Fontana, artisti più giovani da lui seguiti e promossi.

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