Organico fantastico
Casini | Morigi | Pierobon | Roma | Savinio | Scodro | Sutherland
Il progetto espositivo, a cura di Pasquale Fameli e Valentina Rossi, esplora la forma e la materia come processo di trasformazione continua; le opere in mostra nascono da un immaginario biomorfico in cui umano, vegetale, animale e minerale si intrecciano, dando vita a figure ibride, instabili e in costante mutazione. Il riferimento al Surrealismo non è qui un omaggio storico, ma la dimostrazione tangibile che è un sistema tuttora attivo in cui “la dimensione surreale riemerge come una pratica critica capace di sospendere le evidenze del reale e di riarticolarne le condizioni di intelligibilità. Più che offrire un’evasione, essa produce uno scarto: una distanza necessaria attraverso cui l’immaginazione torna a operare come forma di conoscenza.” [cfr. saggio critico dei curatori in catalogo]
David Casini assembla elementi organici e geometrici in dispositivi enigmatici, sospesi tra Wunderkammer, memoria storica e immaginario simbolico; Caterina Morigi incide marmo e onice con segni fossili e arcaici, trasformando la pietra in memoria organica vivente; Marta Pierobon crea sculture ceramiche ibride e fiabesche, sospese tra familiarità, estraneità e immaginario organico; Alessandro Roma intreccia pittura, tessuto e ceramica in paesaggi stratificati, organismi viventi attraversati da trasformazioni continue e memoria; Alberto Scodro trasforma materia e minerali attraverso combustione e cristallizzazione, generando forme alchemiche, instabili, autonome e vitali.
Le opere di Alberto Savinio e Vivian Graham Sutherland, provenienti dal Patrimonio artistico del Gruppo Unipol, si inseriscono nel percorso espositivo come presenze genealogiche e complici visionari: nelle loro immagini, oggetti, paesaggi e organismi si deformano fino a perdere i propri confini tradizionali e su questa linea si innestano le ricerche degli artisti contemporanei.
La mostra propone così un ambiente fluido in cui la metamorfosi dell’organico diventa condizione originaria della forma e il fantastico emerge come modo per interrogare il presente, intensificazione del reale e diventa strumento critico per ripensare un mondo in continuo divenire.